Una capsula sostituirà lo Space Shuttle

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Cari Amici, il mitico Space Shuttle, che per decenni ha garantito, un “passaggio” spaziale agli astronauti americani e di tutto il mondo, è andato in pensione da diversi mesi. L’ultimo suo volo è avvenuto in data 8 luglio 2011  con l’utilizzo della navetta Atlantis.

Il pensionato Space Shuttle

La domanda è piuttosto spontanea, che “mezzo” utilizzeranno gli americani per proseguire nei loro voli spaziali? Risposta altrettanto immediata, il successore dello Shuttle, ha nome e cognome e su di esso abbiamo già diversi elementi ed immagini da raccontare. La navetta del futuro è radicalmente differente allo Shuttle, per concezione e tecnologia, si chiama Orion Crew and Service Module (CMS), nome composto, poichè composta è la sua struttura. Con questa navetta, ritorna di moda il concetto di “Capsula”, la stessa tipologia di navette che possiedono oggi i Russi e che anche gli Americani, con il progetto Apollo hanno utilizzato. Passo indietro? Non pensateci nemmeno, perchè la tecnologia impiegata per realizzare Orion Crew and Service Module sarà assolutamente innovativa e migliore rispetto a quella passata ed attuale. Secondo la Nasa, che non ha tutti i torti, partire da una base (quella del progetto Apollo) già collaudata è un fattore che garantirà maggior sicurezza ed affidabilità alla navetta.

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La Capsula Orion, sarà composta da due componenti principali: un Modulo di equipaggio (Crew Module – CM) a forma di cono e un Modulo di servizio (Service Module – SM) contenente il sistema di propulsione e i rifornimenti di bordo.

Primi prototipi della capsula Orion

All’interno del modulo di equipaggio, potranno alloggiare fino a 6 astronauti, che sfrutteranno una tecnologia innovativa come il Glass Cockpit, grazie al quale le informazioni ed i parametri di volo saranno  proposti ai piloti su display digitali a discapito delle obsolete tecnologie analogiche e naturalmente  ci saranno computer di bordo più moderni rispetto ai precedenti veicoli spaziali.

Come tutte le capsule spaziali, il rientro della stessa sulla terra sarà effettuato tramite ammaraggio nell’oceano, con una flotta di recupero impiegata per il recupero della stessa. Non è ancora chiaro se la NASA intenda munire la capsula di  un paracadute e retrorazzi oppure qualche airbag (in stile missione su Marte) per l’atterraggio della navetta sulla terra ferma, il problema dei pesi in questo caso rende improbabile l’opzione.

Ad essere riutilizzabile, fino ad una decina di volte, sarà il modulo di comando, che, come il modulo di servizio sarà realizzato in lega di alluminio e Litio.

Il Vettore incaricato di portare la navetta Orion nello spazio sarà il razzo a due stadi Ares I.

La navetta Orion potrà essere impiegata per voli in orbita terrestre, verso la stazione spaziale internazionale, ma anche per voli verso la vicina Luna, ed è già pronto il piano delle prossime missioni lunari, con una missione che sarà sviluppata in due parti, la prima con il lancio in orbita terrestre bassa del modulo Altair ed Earth Departure Stage (tramite Ares V), la seconda con il lancio di Orion, che una volta raggiunto il modulo Earth Departure Stage (che conterrà Altair) si aggancerà ad esso per poi proseguire alla volta del nostro vicino satellite. Raggiunta l’orbita lunare, gli astronauti potranno iniziare la discesa verso il suolo tramite il modulo Altair.

Il piano delle prossime missioni Lunari

Il modulo Altair, esattamente come il LEM delle missioni Apollo, è dotato di un modulo di risalita, con appositi propulsori,  per mezzo dei quali gli astronauti potranno raggiungere l’orbita lunare, e tornare a bordo di Orion che nel frattempo effettuerà un orbita circumlunare . Per concludere la missione, Orion potrà iniziare la fase di rientro verso la Terra.

Il primo lancio di prova per Orion è previsto nel 2013, naturalmente senza equipaggio a bordo. Per la Nasa, nel frattempo, la corsa allo spazio è “parcheggiata” in laboratorio.

Il futuro dell’astronautica, fondi economici permettendo, deve ancora cominciare. Non ci resta che aspettare per godersi lo spettacolo. 

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