Fine della vita sulla Terra: gli scienziati individuano la data esatta I È terribilmente vicina a noi

Il climate change – Passione Tecnologica

Il nuovo report di Lancet Countdown non sembra rassicurare chi teme la fine della civiltà umana a causa del cambiamento climatico.

Il report infatti inquadra nel 2050, cioè a pochi anni di distanza, un aumento del caldo estivo tale da causare morie di persone, ondate di calore tali da far sembrare le precedenti estati freschi refrigeri. Si discute infatti di un possibile aumento della temperatura di 5 volte.

Il nuovo rapporto infatti si è concentrato proprio sulle ondate di calore, divenute tristemente famose negli ultimi anni per l’alto numero di morti, specie tra anziani e fragili. Si tratta d’altronde della conseguenza di un inquinamento lontano dall’arrestarsi, proteso a inserire 1300 tonnellate di CO2 ogni secondo nell’atmosfera. Cioè, in trecento sessantacinque giorni, un equivalente di 40 miliardi di tonnellate annue.

Ormai sembra essere certo che il riscaldamento climatico porterà inevitabilmente un innalzarsi della temperatura globale di 1,5 gradi rispetto al periodo pre industriale. Un aumento le cui conseguenze saranno chiaramente avvertibili già entro il 2029, a sei anni di distanza. Naturalmente ciò poco importerà ai più; già tanti reputano il climate change l’ennesimo complotti di misteriosi poteri forti, limitandosi a scrollare le spalle all’idea di vivere in aree che, tra cinque o dieci anni, diventeranno oggettivamente inabitabili.

La conseguenza più concreta dell’innalzamento della temperatura consisterà nel numero di giorni durante i quali saremo sottoposti a caldo estremo. L’estate dello scorso anno aveva annoverato un numero record di morti per caldo: 18mila, quasi un terzo del totale in Europa, pari a 61mila euro. Persone anziane e fragili; e come con l’epidemia Covid i più preferiranno non pensarci, convinti che si trattava di fatalità inevitabili, di morti destinate ad accadere, in un modo o nell’altro. Una rassegnazione mescolata a rabbiosa indifferenza caratteristica dei negazionisti climatici.

Caldo estremo e temperature insopportabili, ecco cosa ci aspetta

Eppure il report di Lancet Countdown 2023 non fa sconti, citando la prof.ssa Marina Romanello dell’Institute for Global Health dell’University College London, secondo cui vi sono il doppio dei giorni di caldo estremo a confronto col periodo del 1986-2010. Quasi la metà delle giornate di caldo estremo erano, con buona percentuale, causa delle attività dell’uomo e dell’inquinamento, ha soggiunto la studiosa.

 

Caldo estremo – Passione Tecnologica

Sempre rimanendo nell’ambito del 2022 il cittadino medio italiano è stato sottoposto a 86 giorni di caldo estremo; gli over 65, nell’ambito del rischio di morte da colpo di calore e, insomma, dal caldo rischiano l’85% in più nel 2013-22 a confronto con il decennio del 1991-2000.

Il report termina, in quest’ambito, con un severo avvertimento; se la temperatura supererà la soglia psicologica dei 2,7 gradi entro il 2100 le morti per ondate di calore schizzeranno del 370%, cinque volte superiori alla media odierna. E ciò avverrà entro il 2050, cioè tra meno di trent’anni.