Meteoriti, bisogna correre ai ripari: è successo in queste ore

A seguito della missione spaziale Mars Sample Return, è nato un progetto NASA guidato da un ingegnere italiano per proteggere i veicoli spaziali dal rischio di collisione con le micrometeroriti.

Secondo quanto riferito dalla NASA, le micrometeoriti costituirebbero una vera e propria minaccia per le missioni spaziali, e soprattutto per tutte le attività che si riferiscono al pianeta Marte. Il rischio causato dai piccoli asteroidi e dovuto in prevalenza all’elevatissima velocità alla quale viaggiano, superando addirittura gli 80 chilometri al secondo.

Mars Rover
Mars Rover

La scelta di dedicare un progetto per creare un sistema di difesa contro le micrometeoriti, nasce in seguito alla missione Mars Sample Return, che prevede la raccolta di campioni di materiale proprio dal pianeta Marte.

Il progetto è portato avanti dall’ingegnere della NASA Bruno Sarli, il cui intento è quello di costruire una sorta di scudo, in grado di offrire una protezione efficace in caso di collisione con le meteoriti.

Per raggiungere questo obiettivo, nel laboratorio NASA riservato a questo progetto è stato possibile simulare, in totale sicurezza, la collisione con un asteroide, riproducendo l’impatto che potrebbe avvenire durante una missione spaziale. Situato nel New Mexico, il Remote Hypervelocity Test Laboratory svolge una funzione di supporto alle missioni NASA, compresa la Stazione Spaziale Internazionale.

Come si svolge lo studio delle collisioni con le micrometeoriti

Nel laboratorio NASA si utilizzano alcune pistole apposite, caricate con gas, che riescono a simulare fedelmente l’impatto di asteroidi e micrometeoriti con un veicolo spaziale orbitante. Per ottenere questo risultato, viene impiegata in prima fase polvere da sparo, come fosse una comune arma da fuoco, mentre, successivamente, viene aumentata la pressione tramite l’uso di idrogeno compresso.

In pratica, la pistola funziona con un meccanismo simile a quello dei pistoni di un motore a scoppio. Il Remote Hypervelocity Test Laboratory è dotato di quattro impianti a gas leggero e di pistole di calibro differente, per avere maggiori probabilità di riprodurre diverse situazioni di impatto.

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I test hanno una durata estremamente breve, addirittura non più di un secondo, e i proiettili arrivano a raggiungere una velocità di 8 chilometri al secondo. Tuttavia, per quanto sia notevole, la velocità dei meteoriti può essere di quasi dieci volte superiore, ciò significa che le ricerche e le prove devono andare avanti, avvalendosi inoltre dei computer NASA, in grado di simulare le reali velocità dei micrometeoriti.

I campioni prelevati da Marte consentiranno inoltre di testare varie possibilità di collisione in base al materiale, per poter arrivare infine, in un futuro non troppo remoto, a rendere le missioni spaziali più sicure nei confronti di questo tipo di imprevisti.