Risparmio energetico, addio all’ora solare? La clamorosa proposta potrebbe rivoluzionare tutto

Preparati a girare le lancette che sarà l’ultima volta. Il governo vuole abolire l’ora solare per risparmiare sul rifornimento di gas e far accendere più tardi i riscaldamenti ai cittadini.

Nell’ultimo periodo si parla molto delle fasce orarie in arrivo. Una misura per limitare l’utilizzo dei riscaldamenti negli edifici e nelle abitazioni di fronte all’emergenza energetica.

sveglia sulla mano con sfondo tralicci dell'elettricità

Questa però non è l’unica soluzione che vuole mettere in atto il governo. Infatti si sta provvedendo di abolire l’ora solare per ridurre il consumo energetico di gas da parte dei cittadini.

In molti paesi europei non esiste più il cambio dell’ora, soprattutto nei paesi nordici dove il sorgere del sole avviene molto più tardi a causa della loro latitudine. L’Italia è da tempo che vuole conformarsi con gli altri paesi dell’UE per abolire l’ora solare.

Abolizione dell’ora solare è per sempre?

Stiamo per entrare nell’Autunno, le giornate si accorciano progressivamente e tra poco ci sarà anche il cambio dell’ora, che passerà da legale a solare. Insomma, tra qualche settimana riporteremo le lancette indietro di un’ora. Sarà l’ultima volta che vedremmo il cambio dell’ora? La risposta è NO! Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire quale sia attualmente la situazione.

Poco più di 4 anni fa, tra Luglio e Agosto 2018, è stata avanzata la proposta di abolizione del cambio dell’ora. Quasi 5 milioni di cittadini dell’Unione Europea hanno risposto a una consultazione, promossa a tale scopo dai Paesi nord-europei, capeggiati da Polonia e Finlandia. A esprimersi a favore è stato il 76% dei votanti.

orologio spostamento delle lancette

L’ora solare tornerà in vigore nella notte fra Sabato 29 e Domenica 30 Ottobre 2022, quando dovremo portare le lancette un’ora indietro, dalle 3 alle 2. Guadagneremo un’ora di sonno, (anche se solo per la prima notte) perderemo un’ora di luce al pomeriggio, che guadagneremo invece la mattina e questo per tutto il periodo. L’ora solare resterà attiva fino all’ultimo weekend del prossimo mese di Marzo 2023, tra Sabato 25 Domenica 26 Marzo 2023, quando torneremo a spostare in avanti le lancette.

Ma per quanto ancora sarà così? Negli ultimi giorni, complice il caro energia, infatti sta prepotentemente tornando alla ribalta l’idea di mantenere per sempre l’ora legale per poter risparmiare qualcosina. La richiesta a proposito dell’abolizione è pure una richiesta inoltrata dal Governo Draghi.

I vantaggi

In teoria si avrebbe il vantaggio di avere un’ora in più di luce naturale nel tardo pomeriggio con evidenti vantaggi in termini di energia. Allo stesso tempo però di mattina ci si alzerebbe col buio, perdendo di fatto una parte di quel risparmio accumulato di sera perché molte attività comincerebbero col buio.

Secondo Sima, non spostando più le lancette dell’orologio si produrrebbe un risparmio complessivo di 500 milioni di euro mentre le stime di Terna indicano che il beneficio possa salire a 1,8 miliardi di euro. In base a quanto risparmiato nei sette mesi del 2022 in cui è stata attiva l’ora legale. Infine da una ricerca realizzata dal Centro Studi di Conflavoro PMI emerge che mantenere l’ora legale farebbe risparmiare 2,7 miliardi di euro nel 2023 sui consumi dell’elettricità.

Secondo Cingolani almeno per quanto riguarda i consumi, non ci sarebbero tutti questi vantaggi perché queste stime non tengono conto del maggior consumo di corrente di mattina che si verrebbe a creare con l’ora legale permanente. Stessa idea anche per il Responsabile Dipartimento Energia della Lega, Paolo Arrigoni secondo il quale “Se si guadagna in termini di risparmio energetico la sera, si perde al mattino“.

Se non ci si muove unanimemente ci sono dei problemi non da poco sul fatto che cambiano gli orari al confine“, ha dichiarato Cingolani.  Il ministro fa riferimento al fatto che il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che delega la decisione sull’orario da adottare in maniera permanente alle autorità degli Stati membri.