5 buoni motivi per non fare il consulente informatico

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L’informatica ha conquistato nel corso degli anni un ruolo da protagonista all’interno della società e dei processi lavorativo aziendali, favorendo la nascita della figura professionale del Consulente Informatico. Ma chi è realmente il Consulente Informatico? Il termine è piuttosto generico ed identifica, generalmente, un tecnico esterno al contesto aziendale in cui opera, che si occupa di attività attinenti al mondo informatico. Che si parli di programmatore informatico, sistemista, tecnico help desk o web designer, se non si è assunti direttamente per l’azienda nella quale si lavora, ci si deve considerare Consulenti Informatici.

Il termine di consulente, di per se affascinante, è un tentativo, maldestro, di abbellire  terminologie meno eleganti ma più appropriate quali aiutante, manovale o più semplicemente “persona esterna“, ruoli interpretati nel contesto teatrale in cui tutto è dovuto e nulla di buono è offerto. Ma conviene fare il Consulente Informatico? Conviene lavorare nel vasto settore informatico, girovagando da un cliente all’altro con la speranza di vedere il proprio contratto di collaborazione rinnovato, ogni anno, senza alcuna garanzia o stabilità lavorativa.

Le grandi aziende, spesso, affidano l’intero settore informatico aziendale agli esterni, perché conviene sotto molteplici aspetti, quello economico e quello organizzativo.

Facciamo un esempio: L’azienda A indice una gara di appalto per offrire l’intero pacchetto informatico ad una società esterna. Le aziende che partecipano alla gara scrivono, nero su bianco, tutto ciò che sono disposte ad offrire con i rispettivi costi. L’azienda A seleziona l’offerta migliore e decreta vincitrice la migliore offerente. Da questo momento in poi l’azienda A sarà tutelata per tutto il periodo contrattuale nei confronti dell’appaltatrice vincente, nel senso che tutto ciò che è stato proposto nel contratto dovrà essere rispettato. Il lavoro sporco spetterà all’azienda esterna che dovrà cercare di offrire tutti i servizi e le consulente promesse nel contratto consegnato all’azienda A, in caso contrario le penali da pagare saranno dietro l’angolo. In aggiunta a questo grande vantaggio organizzativo, ricordiamo che, con il sistema degli appalti, l’azienda A non dovendo assumere alcun personale interno non avrà contributi economici o  tasse da versare.

Semplificazione di una gara di appalto per consulenti aziendali

Abbiamo individuato cinque punti per i quali sconsigliamo a tutti di diventare consulenti informatici:

1) MANCANZA DEI DIRITTI: il consulente, essendo esterno al contesto aziendale per cui lavora, non è tutelato ed è generalmente poco considerato rispetto al personale interno all’azienda stessa. Molto spesso non ha nemmeno accesso alla mensa per mangiare e non può condividere quella dei dipendenti. Nella maggior parte dei casi lavora molto ed ottiene raramente dei riconoscimenti;
2) ECCESSIVO NUMERO DI CAPI: il consulente informatico deve rendere conto a molte persone, che può considerare capi a tutti gli effetti. La maggior parte dei cosiddetti capi risulta incompetente a livello tecnico e spesso chiede o pretende prestazioni impossibili o difficilmente praticabili a livello contrattuale;
3) HARDWARE FATISCENTE: nel fortunato caso in cui l’azienda per la quale si offre consulenza metta a disposizione computer e periferiche da utilizzare, difficilmente questi strumenti saranno belli e prestanti quanto quelli offerti al personale interno. Solitamente ci si ritrova ad utilizzare il proprio computer ed i propri strumenti lavorativi;
4) BASTONI TRA LE RUOTE il consulente informatico dotato di spiccate attitudini organizzative troverà tanti ostacoli sulla sua strada. I consulenti non possono prendere iniziativa e devono chiedere l’autorizzazione per ogni cosa, anche per andare in bagno. Spesso occorre rendere conto a più uffici, non sempre coordinati e piuttosto propensi al controsenso ed alla disinformazione;
5) RICONOSCIMENTI ZERO: tutto è dovuto, questa frase racchiude ogni possibile apprezzamento o riconoscimento del nostro lavoro da consulente. Scordatevi ogni merito, i consulenti sono considerati dalla maggior parte delle aziende come semplici operatori seriali, che gravano sui bilanci aziendali poiché pagati fior fior di quattrini.

Sei ancora convinto di diventare consulente informatico?  Naturalmente esistono altrettanti punti positivi che potrebbero spingerti a fare questo lavoro, ma ci vogliono spalle molto larghe ed è tutta un’altra storia, forse un giorno parleremo anche del rovescio della medaglia.

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