Scontro nello spazio, l’abbiamo visto davvero: il risvolto pazzesco

Recentemente abbiamo deviato un asteroide che era in rota in collisione sulla Terra. La sonda Dart è stata lanciata nello spazio per difenderci dalle minace extraterrestri.

L’obbiettivo della missione Dart era di deviare la rotta dell’asteroide Dimorphos. L’asteroide ha rappresentato una minaccia per la Terra, perché la sua rotta era in direzione sul nostro pianeta.

sonda daft in collisione verso l'asteroide

La Nasa è riuscita nel suo intento di deviare la rotta di questo enorme oggetto extraterrestre, che avrebbe rappresentato un pericolo per l’intero pianeta. La deviazione del corpo celeste è avvenuta lanciandoli letteralmente addosso la sonda Dart.

Il destino della sonda Daft era segnato già all’inizio della sua progettazione, ma il suo sacrifico ha salvato il popolo della Terra. Prima di sciattarsi sull’asteroide ha registrato gli ultimi istanti della sua esistenza, mostrando uno spettacolo straordinario.

La storia di Dart

Prima di parlare del video registrato della sonda Dart, torniamo un po’ indietro per narrare la storia di questa incedibile missione spaziale progetta dalla Nasa e da SpaceX.

La Nasa aveva annunciato lo schianto qualche tempo fa, spiegando di stare per lanciare una sonda, chiamata appunto Dart (Double Asteroid Redirection Test) per dimostrare che il percorso di un asteroide può essere modificato utilizzando un impattatore cinetico. Per spiegarla in parole più semplici, l’idea era quella di usare uno strumento umano per provocare una collisione in grado di deviare la rotta di uno specifico asteroide.

modello dell'orbita di Dimorphos e Didymos e traiettoria sonda dart in collisione

L’asteroide Dimorphos è stato scelto per questo esperimento. Dunque, per capire se è possibile cambiare leggermente la sua orbita e quali saranno le conseguenze di questo cambiamento. In effetti, l’asteroide condivide un sistema binario con un altro corpo celeste, di nome Didymos, e in seguito all’impatto, girerà intorno a quest’ultimo in maniera più veloce.

Il test della Nasa è atto anche a dimostrare le implicazioni del cambiamento dell’orbita, le sue conseguenze, oltre che a studiare il cratere da impatto che si è formato in seguito allo schianto.

Difesa planetaria

Accennato già precedentemente, l’obbiettivo della missione era quello di testare una strategia di difesa planetaria per bloccare eventuali oggetti spaziali vicini alla Terra. Nel caso in cui questi corpi extraterrestri rappresentassero un reale pericolo per il nostro pianeta.

La Sonda Dart è stata progettata congiuntamente dalla Nasa e dal Johns Hopkins Applied Physics Laboratory e il viaggio, partito il 24 novembre 2021, è stato finanziato dal reparto Planetary Defense Coordination Office.

Come un film di fantascienza, gli scienziati hanno ipotizzato (e poi hanno voluto verificare) il potenziale dell’impatto di un veicolo spaziale contro un asteroide, sfruttando moto e velocità. La Sonda Dart si è dunque schiantata contro Dimorphos a una velocità di 22.500 chilometri orari, viaggiando per altro in una direzione opposta rispetto a quella del movimento dell’asteroide.

Tuttora non sono ancora note le conseguenze dello schianto. Le stime iniziali della deviazione e del cambiamento orbitale dovrebbero diventare evidenti ed essere rese note entro una settimana.

Le immagini della collisione

La DartMission spera dunque di dimostrare che l’impatto cinetico è una tecnologia praticabile e implementabile per impedire agli asteroidi di colpire Terra. Questa missione ci ha mostrato molto di più. Ci ha infatti regalato delle immagini inedite di Dimorphos e Didymos, che fino a poco tempo fa non erano neanche immaginabili.

Siamo i primi esseri umani a vedere la superficie di questo mondo, che per tutta la storia era appena un puntino. La superficie è unica e meravigliosa, con rocce frastagliate scure e ricche di composti e minerali ancora da scoprire, quasi senza crateri ma con pianure di polvere”, dichiara il divulgatore scientifico Adrian Fartade.

Nel video della Nasa è possibile avere una visione completa sia di Didymos che di Dimorphos. Avanzando verso lo schianto, la sonda mostra solo Dimorphos, sempre più da vicino, prima di arrivare all’impatto, che pare aver creato un cratere di circa 16 metri di diametro. Uno spettacolo davvero incredibile.