Apple, svelata la sua faccia criminale

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Premettiamo che in questo articolo, tratteremo uno degli argomenti più tragici ed attuali mai affrontati fino ad ora in questo Blog. Nel Gennaio 2011, l’IPE (Istituto di Affari Pubblici e Ambientali Cinese), ha realizzato un rapporto, denominato “THE OTHER SIDE OF APPLE”, grazie al contributo di alcune organizzazioni ambientaliste, nel quale sono emerse  gravissime problematiche di inquinamento ed avvelenamento da sostanze tossiche, relativamente all’ambiente e alla salute degli operai nelle catente di montaggio cinesi, legate alla produzione dei prodotti Apple quali iPhone, iPad, iPod e notebook.

…in questo articolo, tratteremo uno degli argomenti più tragici ed attuali mai affrontati fino ad ora in questo Blog

Impianto di produzione Apple in Cina

In quel rapporto, che potrete richiedere alla nostra redazione, si parlava inoltre della qualità di vita degli operai, con tanto di indicazione delle cifre salariali, poco più di 100€ al mese, con tanto di dettagli sulla durata “infernale” dei turni di lavoro a cui sono sottoposti gli operai, riportando anche dati allarmanti su frequenti casi di suicidio tra i lavoratori.

Leggendo il rapporto di IPE, sono emersi fatti drammatici e sconcertanti, assolutamente veritieri, seguiti da tante immagini e testimonianze, che hanno portato alla luce una politica di produzione “criminale” da parte del reparto produttivo della società americana Apple. Fatto ancor più sconcertante è il silenzio dietro il quale si nasconde Apple, negando ogni realtà e di fatto evitando ogni tipo di miglioria nel suo impianto produttivo.

Poiché Apple ha sempre omesso risposte in seguito all’uscita del primo rapporto di condanna, recentemente, è stato pubblicato il seguito dell’inchiesta, titolato “THE OTHER SIDE OF APPLE II“, che riporta i resoconti di indagini ed analisi da parte di organizzazioni indipendenti dal governo cinese, relativamente all’apparato produttivo di Apple, dislocato su gran parte del territorio cinese. E’ stata realizzata una mappa del territorio, che riporta i principali siti di produzione, legati alla società americana, che in maniera più o meno grave avrebbero “contaminato” il territorio, inquinando terreno e falde acquifere, in maniera anche irreversibile, provocando distruzione ed anche morte degli essere umani residenti nei siti incriminati. Fatti davvero gravi e condannabili, ma soprattutto attualmente in atto.

Le fabbriche inquinanti di Apple

Particolare attenzione, è stata dedicata alla Fabbrica Meiko Electronic di Guangzhou, che avrebbe cercato, in un passato molto recente, di nascondere le tracce, seppur evidenti, di clamorose violazioni ambientali legate allo smaltimento dei rifiuti della fase produttiva. La scoperta clamorosa dei ricercatori che hanno condotto l’inchiesta, è stata la grave e totale contaminazione del lago adiacente alla fabbrica, chiamato Nantaizi, rilevando al suo interno la presenza di metalli pesanti, tra cui il rame e il nichel in quantità platealmente eccessiva rispetto allo standard di altri laghi delle regioni limitrofe, risultando di fatto un grande pericolo per le popolazioni locali e per la sicurezza dell’ambiente.

Contaminazione del lago Nantaizi

Scarico senza controllo della fabbrica Meiko Electronics

Attraverso il processo delle indagini, si è scoperto che diverse fabbriche impiegate nella produzione di prodotti Apple sono state oggetto di molte denunce da parte delle autorità locali a causa delle loro elevate emissioni di scarichi inquinanti, come nel caso della fabbrica Unimicron e Kaedar Electronics, situate entrambe a Kunshan, cittadina nella quale ci sarebbe un notevole incremento di casi di cancro.

La fabbrica Foxconn con sede a Taiyuan, ha un enorme capacità operativa, derivante soprattutto dalla lavorazione dei metalli ed è artefice di un gravissimo inquinamento, derivante dalle sue attività produttive,  tanto che i negli ultimi anni, i residenti delle zone limitrofe alla fabbrica, avrebbero ripetutamente presentato denuncia alle autorità, contro i molteplici gas irritanti emessi dalla fabbrica Foxconn che spesso, sono in grado di provocare irritazioni, problemi respiratori, lacrimazione agli occhi tanto da rendere difficile l’apertura delle finestre da parte della popolazione locale. Nonostante i continui richiami da parte del governo, la fabbrica continua imperterrita nella sua attività inquinante rendendo di fatto la vita dei residenti impossibile e pericolosa.

Le vittime degli inquinamenti degli impianti di produzione Apple

Altro caso emblematico è quello della Ibiden Electronics di Pechino che produce diverse decine di tonnellate di rifiuti pericolosi contenenti metalli pesanti quali rame, nichel e cianuro e sarebbe responsabile di un cattivo smaltimento degli stessi, scaricandoli direttamente in corsi d’acqua o liberamente nell’aria.

I rifiuti pericolosi, smaltiti in questa maniera, non solo risultano tossici per l’uomo e gli animali, ma possono anche contaminare fiumi, ruscelli, laghi, mari ed infiltrarsi nel suolo contaminando la falda acquifera, causando di fatto un impatto ambientale a lungo termine difficilmente rimediabili.

Eppure, sarebbe così semplice porre fine a disastri di questo tipo, basterebbe un impegno da parte di Apple nel sistemare le sue fabbriche, minacciando di abbandonarle in caso di inadeguamneto alla legalità. Invece, nessuna tracia di tutto ciò, ad oggi, Apple rifiuta ogni obbligo e responsabilità.

Ma non finisce qui, il rapporto “THE OTHER SIDE OF APPLE II“, getta ancora benzina sul fuoco e riferisce che, lo scorso 20 Maggio 2011, presso il laboratorio di lucidatura Foxconn, facente parte della linea di produzione di iPad 2,  sito in Chengdu, ci fu una grande esplosione che ebbe come epilogo la morte di 3 operai ed il ferimento di altri 15. La commissione ha scoperto che l’impianto di Chengdu avrebbe dovuto essere il principale fornitore di iPad 2, e che la sua realizzazione fu volutamente accelerata da Apple, tanto da iniziare la produzione dell’iPad 2, durante i lavori di costruzione dell’impianto, con degli operai soggetti ad appena un paio di giorni di formazione alle spalle. Naturalmente, Apple, con le sue orecchie da mercante, non conferma nemmeno questo fatto evidente e provato pienamente dall’inchiesta.

Il rapporto contiene altre decine di casistiche, con protagonisti in negativo gli impianti di produzione della casa di Cupertino, contro l’uomo e l’ambiente, tuttavia, Apple continua a stipulare contratti con tutte le aziende inquinanti per la sua linea di produzione, perseguendo profitti molto elevati parallelamente ai costi contenuti rispetto alla concorrenza.

Lo scorso anno, un gruppo di associazioni non governative ha tentato di spingere Apple, unitamente ad altre 28 aziende del settore IT, ad affrontare queste problematiche inquinanti,  cercando di sensibilizzare la risoluzione delle stesse. Risultato? Disponibilità totale da parte di aziende quali Siemens, Vodafone, Alcatel, Philips, Nokia, ecc, che da subito hanno dato forza al loro marchio obbligando di fatto la fase produttiva ad una maggiore attenzione per l’uomo e l’ambiente. Apple, ignorando l’appello, ha invece continuato a rifiutare ogni tipo di accusa, non offrendo risposte ad accuse specifiche, ed evitando di divulgare informazioni sui suoi impianti produttivi.

Apple ha già fatto la sua scelta: stare dalla parte sbagliata, sfruttano tutte le falle ed i cavilli buracratici dei sistemi di gestione ambientale in via di sviluppo, rimanendo legata con fabbriche super inquinanti e meno costose, godendo di maggiori profitti a spese dell’ambiente e delle comunità, divenendo di fatto un grosso ostacolo nel percorso della Cina verso la riduzione dell’inquinamento.

Cambierà questo terribile scenario? Vi terremo aggiornati….

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