Meizu MX4 Pro recensione e considerazioni di utilizzo

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Ho già affrontato tempo fa il discorso sugli smarphone cinesi e sull’opportunità di poterli sostituire nell’utilizzo quotidiano a telefoni più conosciuti e blasonati. L’argomento mi aveva coinvolto a tal punto da spingermi ad acquistarne uno, facendolo arrivare direttamente dalla Cina, per non farmi mancare nulla. Il dispositivo prescelto ad entrare nella mia vita è stato il Meizu Mx4 Pro. Ne è passato di tempo da quel lontano giorno di marzo e, poiché utilizzo questo dispositivo da diverse settimane a discapito del vecchio Samsung Galaxy Note II, sono in grado di esporre alcune impressioni, condividendo una recensione del dispositivo e del suo sistema operativo Flyme.

Lo smartphone cinese Meizu MX4 Pro

Lo smartphone cinese Meizu MX4 Pro

Caratteristiche tecniche del Meizu Mx4 Pro

Processore: Exynos 5 Octa core 5430

RAM: 3 GB

Memoria interna: 16 GB / 32 GB / 64 GB

Display: IPS LCD 1536×2560

Dimensione display: 5,5 “

Risoluzione fotocamera: 20,7 Mpx

Sistema operativo: Android 4.4/ Lollipop Beta

Batteria: 3350 mhA

Data di uscita: Dicembre 2014

Estetica e prezzo al top. Considerando le caratteristiche tecniche citate, il telefono mi è costato relativamente poco (370€ circa spedizione dalla Cina Compresa.) Ma attenzione perché il design di questo cinafonino (spesso solo 9 mm) colpisce immediatamente. Ricordo che appena aperta la confezione rimasi subito affascinato dai materiali e dal peso estremamente ridotto del dispositivo (meno di 160 grammi). Tuttavia, essendo la scocca posteriore completamente composta da plastica e non essendoci alcun elemento di attrito, risulta estremamente scivolosa al tatto e quindi di difficile utilizzo con una sola mano. Eppure, affiancandolo a smarphone blasonati quali S6 o iPhone 6 Plus fa la sua bella figura senza sfigurare in alcun modo sull’estetica.

Particolari fronte e retro del dispositivo.

Particolari fronte e retro del dispositivo.

Il lettore di impronte digitali rappresenta il fiore all’occhiello del dispositivo e posso confermare che ha tutte le carte in regola per competere alla pari con quello montato sugli iPhone di ultima generazione. Contrariamente al sensore montato su altri dispositivi non occorre strisciare il dito o muoverlo per sbloccare il telefono ma è sufficiente sfiorarlo senza particolari problemi. Se volete sbloccare o bloccare il Meizu con le impronte del dito riuscirete a farlo in ogni situazione impugnando lo smartphone con una o due mani.

Il display da 5.5 pollici è meraviglioso, la risoluzione 2K da 1536×2560 consente di visualizzare immagini nitidissime e di leggere testi con una qualità vista solo sui display retina degli Apple. La densità dei pixel arriva a 640 dpi e devo ammettere che la qualità è sorprendente. Contrariamente a quanto avviene con gli AMOLED questo pannello di tipo IPS mostra colori più realistici con colori meno artefatti. Personalmente lo preferisco alle immagini con contrasti e toni troppo spinti di altri display. Alla luce del sole, devo ammettere che solo impostando la massima luminosità e disattivando la funzione “automatica” è possibile utilizzare degnamente il dispositivo.

Fotografia scattata con il Meizu Mx4 Pro

Fotografia scattata con il Meizu Mx4 Pro

Led delle notifiche
Per gli amanti del LED di notifica, purtroppo quello del Meizu MX4 PRO non è di tipo RGB ma più semplicemente monocolore Bianco.

Ricezione wi-fi e modulo 3G/4G sono molto validi tanto da superare in diverse prove, effettuate con operatore Vodafone, l’iPhone 6 Plus in condizioni di copertura critica del segnale. Per la serie, se c’è campo il Meizu MX4 PRO riceverà sempre il segnale.

Chicca musicale del Meizu MX4 Pro
Tra le app cinesi preinstallate sul Meizu troverete “Musica”, player musicale che permette di scaricare musica di ogni genere in perfetto stile iTunes e Spotify e di memorizzarla sullo smarphone senza spendere un centesimo.

La batteria da 3350 mhA dovrebbe garantire oltre un giorno di funzionamento ma, complice l’imperfetto sistema operativo Flyme, che definisco il punto debole di questo smartphone, fatica ad arrivare a pomeriggio inoltrato nelle condizioni di massimo utilizzo. Per arrivare tranquillamente a sera occorre settare lo schermo a luminosità medio/bassa e disattivare moduli dispendiosi quali GPS, NFC o Bluetooth. Inoltre la batteria non è estraibile e per rimuoverla in caso di guasto e sostituzione, occorre aprire il dispositivo svitando decine di viti dalla scocca posteriore.

Il dispositivo smontato per la sostituzione della batteria.

Il dispositivo smontato per la sostituzione della batteria.

La fotocamera posteriore della Sony da 20.7 Mpx è tutto un programma, almeno sulla carta. Ho fatto numerose prove, le foto vengono molto bene, nulla da dire, ma la mancanza dello stabilizzatore ottico si fa sentire, eccome. Molto validi sono invece gli scatti in modalità “Macro” utilizzando l’apposito programma integrato nell’app fotografia. Per essere pignoli, un pizzico di velocità in più dell’otturatore non avrebbe certo fatto male a tutto il comparto fotografico. Si possono girare video in 4K e vengono davvero bene, ma attenzione a spostarli immediatamente sul PC poiché sono enormi e questo Meizu non ha lo slot di espansione microSD per la memoria.

Fotografia scattata in modalità Macro con il Meizu MX4 Pro

Fotografia scattata in modalità Macro con il Meizu MX4 Pro

Il dispositivo tende a scaldarsi in maniera anomala quando la GPU lavora intensamente tanto da diventare fastidioso al tatto. Le situazioni di maggior calore sono in fase di gioco e di utilizzo della fotocamera. Alla lunga ci si fa l’abitudine ma è un problema di progettazione che andrà assolutamente corretto nei prossimi modelli.

Flyme è il sistema operativo cinese di derivazione Android che non avevo il piacere di conoscere non avendolo mai provato prima. Praticamente l’interfaccia finale di Android è rappresentata da questo sistema tanto nei menu quanto nelle impostazioni globali. Esistono cinque versioni distinte di questo firmware ma solo due sono quelle diffuse nel mercato europeo e italiano. La versione “A”, quella utilizzata da me, è concepita per il mercato cinese e non include app e servizi Google integrati nei dispositivi Android. Per installarli occorre passare dall’app market cinese e scaricarli. Peccato che lo store Meizu sia interamente in lingua cinese e che le immagini e i titoli siano l’unica cosa comprensibile al suo interno. Detto ciò, una volta installato il Google Installer si apriranno finalmente le porte alle personalizzazioni di Android che tutti conosciamo con l’accesso al market Google Play. Tramite il sito italiano Blog.Meizu.it potremmo essere informati su tutti gli aggiornamenti ed eventuali disponibilità di versioni di test di Flyme da installare liberamente sul proprio smartphone. Ho potuto provate diverse beta release, all’inizio mi divertivo a provarle tutte, una per una, ma ho dovuto arrendermi alla presenza dei numerosi bug tornato a versioni stabili del software. La versione “I” è la Flyme internazionale e integra nativamente tutti i servizi di Google. I Meizu con firmware internazionale costano mediamente un centinaio di euro in più rispetto agli altri.

Alcune videate della Flyme 4 installata sui Meizu.

Alcune videate della Flyme 4 installata sui Meizu.

Arriva Lollipop ma la Flyme resta vecchia
Il 28 aprile 2015 è arrivato l’aggiornamento di Flyme ad Android Lollipop, ma attenzione, la versione rilasciata per il momento è solo una Beta, derivata dal firmware cinese “A” e non introduce la Flyme 5 che è ferma alla release 4.5.1A.

Assistenza e riparazione possono rappresentare una vera e propria gatta da pelare se non si acquista il prodotto direttamente da Meizu.it. Per riparare lo smartphone potrebbe essere necessario spedire il prodotto in Cina a proprie spese, attendendo diverso tempo per la riparazione o sostituzione. Tuttavia, se siete smanettoni vi segnalo la presenza di diverse parti di ricambio quali fotocamera, sensori e batteria, acquistabili a basso prezzo sul portale Aliexpress. Ho smontato e rimontato più volte questo dispositivo e posso assicurare che mani esperte possono provvedere autonomamente alla riparazione di gran parte delle componenti tecniche integrate.

E’ proprio ganzo ma non è uno smartphone adatto a tutti, soprattutto per i perfezionisti e utenti poco pazienti. E’ molto veloce ma i frequenti inconvenienti della Flyme e la presenza di traduzioni cinese/italiano spesso incomplete o inesistenti implicano una buona predisposizione alle operazioni di recovery. Fortunatamente, tramite l’account di Flyme è possibile effettuare il backup di tutto il dispositivo e ripristinarlo in seguito al reset software o all’upgrade del firmware. Certo, se nella vostra indole c’è voglia costante di aggiornamento e siete tra quelli che non amano i produttori che tardano ad aggiornare i propri smartphone, questo potrebbe essere davvero il vostro telefono ideale.

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